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Collezione Permanente

Per una Storia della GAM (1968 - 2008). Estratti

La Galleria d’Arte Moderna ha espresso una costante attenzione alla scena italiana testimoniata oggi nelle raccolte del MAMbo. I rappresentanti dell’Arte Povera (Merz, Penone, Calzolari, Anselmo) sono stati protagonisti di una serie di mostre alla GAM e nella sede di Villa delle Rose. L’operato di tali artisti è caratterizzato da pratiche capaci di decostruire l’oggetto artistico a favore di una rivelazione di energia, di forze e materie prime di origine naturale per una regressione “allo stato prelogico e preiconografico, al comportamento elementare e spontaneo” (G. Celant). Tale strategia estetica ed etica intreccia spesso i propri percorsi con le poetiche concettuali che sanciscono la smaterializzazione dell’opera spesso facendo ricorso all’utilizzo del linguaggio e della citazione come forma d’arte (Boetti, Paolini, Isgrò, Ontani). 

Gli anni Sessanta e Settanta vivono il tumulto della rivoluzione sessuale e politica che segna la presenza del corpo nel tessuto sociale e nella ricerca artistica. La GAM ha un ruolo di primo piano nell’analisi di questo versante con la Settimana Internazionale della Performance animata dalle azioni di Abramovic e Ulay, di Nitsch e di Gina Pane. 
Il ritorno alle tecniche classiche di produzione, caratterizzante raggruppamenti come laTransavanguardia o i Nuovi Nuovi, è la reazione al clima di predominanza di mezzi extra artistici. 
Negli anni Ottanta, infatti, la pittura e la scultura riguadagnano la ribalta nel panorama non solo nazionale (Paladino, Cucchi, Scully, Cragg).

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