Collezione Permanente
Introduzione
Le raccolte della Galleria d’Arte Moderna di Bologna sono interessate da una complessa e necessaria riconfigurazione alla luce dell’apertura del MAMbo avvenuta nel maggio 2007 e della prossima definizione dei nuovi spazi museali di Palazzo d’Accursio, dove troverà visibilità il patrimonio di opere dell’Ottocento e del primo Novecento. In tal modo le diverse sedi dell’Istituzione collaborano a un sistema integrato cittadino per un percorso culminante nel Museo Morandi, che già presenta la più ricca raccolta di capolavori del grande maestro bolognese e che da ottobre 2009 apre al pubblico la Casa dell’artista. Lo scenario è completato dallo straordinario esempio di testimonianza civile costituito dall’intervento di Christian Boltanski al Museo per la Memoria di Ustica.
In tale progetto MAMbo si pone come la sede più orientata alla ricerca artistica contemporanea, ai processi culturali innovativi e alla necessità di un’aggiornata modulazione critica nell’analisi dei linguaggi e delle tendenze artistiche del presente avanzato. Tale indirizzo ha sempre caratterizzato l’attività e le finalità istituzionali della Galleria d’Arte Moderna, una tradizione che per essere confermata richiede però una continua e forse paradossale trasgressione metodologica che MAMbo interpreta oggi come necessità di un processo capace di avere una sorta di sguardo strabico su ciò che emerge accompagnandosi alla conoscenza di quelle vicende artistiche che non solo appartengono al Museo d’Arte Moderna di Bologna, ma lo fondano. Attenzione al presente e individuazione dei propri presupposti: quattro sono i principali indirizzi di ricerca su cui il museo è oggi impegnato, sezioni che intendono proporre un’autorappresentazione della storia stessa delle collezioni e che provvisoriamente assumono i titoli “Arte Astratta e Informale”, “Arte e Ideologia”, “Per una storia della GAM (1968-2008). Estratti”, “Focus on Contemporary Italian Art”.


